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- La vita di coppia, gioia
da condividere con gli altri -
Qualche giorno prima di Natale sono stato invitato da un
gruppo di giovani, una dozzina tra i 20 e i 30 anni, per una serata di
fraternità, preghiera e riflessione; dopo una gustosa cenetta ci siamo
seduti nel salotto della casa che ci ospitava. Un giovane, studente
universitario, dopo aver dichiarato di essersi allontanato dalla chiesa e
dalla S. Messa domenicale nel periodo dell’adolescenza, ha espresso una
domanda che mi ha profondamente toccato; mi ha chiesto come mai in
parrocchia, nei tanti gruppi giovanili da lui frequentati, nessuno gli
avesse mai presentato una visione positiva della sessualità; diceva:“perché
nessuno mi ha mai spiegato il significato della castità?”. Nel suo
intervento spiegò che solo ultimamente, aveva sentito dire che la castità è
libertà e sincerità, che genera gioia, novità e stupore, che esiste una
castità “prima e dopo” il matrimonio. Dopo il suo intervento, ha preso la
parola una giovane di circa 24 anni, con i capelli lunghi e neri, anch’essa
lamentando che la Chiesa parla poco ai giovani del matrimonio, della vita di
coppia, della convivenza. Dopo questi interventi tutti i ragazzi, uno dopo
l’altro, mi hanno manifestato il desiderio di ascoltare dai sacerdoti
l’insegnamento di Gesù e della Chiesa sulle grandi questioni della vita dei
giovani: lo studio, l’università, il lavoro, gli affetti, l’uso dei soldi,
le fragilità, la vocazione, le ferite psicologiche, il perdono, la
sessualità, il rapporto con il proprio corpo, la malattia, la giustizia
sociale, sono il pane quotidiano della vita di un giovane. Una ragazza
lamentava che talvolta non viene fatta una proposta di Fede capace di dare
speranza alla vita; l’affermazione della stessa presenza di Gesù in mezzo a
noi, la più grande ricchezza che possediamo, è oscurata da discussioni
astratte.
Fra le grandi questioni del mondo giovanile voglio ricordare la difficoltà
di tanti ottimi giovani a trovare un compagno o una compagna con cui creare
una famiglia ed avere dei bambini; i ritmi della nostra vita,
l’individualismo dilagante spesso rendono difficile il semplice incontro con
altri coetanei. All’inizio di questo nuovo anno vorrei chiedere a tutti una
grande preghiera per i giovani che cercano la loro strada; vorrei chiedere,
in particolare, a tutti i giovani fidanzati ed alle giovani coppie a non
chiudersi in se stesse; nella persona che sta al loro fianco hanno ricevuto
un grande dono da Dio ed è giusto che aiutino i propri amici ad incontrarsi.
Dio ama chi dona con gioia, chi non pensa solo a se stesso ed è attento alle
situazioni difficili della vita degli altri.
Don Nicolò Anselmi
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