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La traccia per gruppi giovani e giovanissimi 2008-2009

 
 
L'editoriale di don Nicolò
  1) La vita di coppia, gioia da condividera con gli altri
2) I buoni esempi trascinano
3) Quei regali inattesi di chi sa “vedere” gli altri
4) Quei regali inattesi di chi sa “vedere” gli altri
5) Quante scoperte ascoltando la normalità giovanile
6) Gioie negate per un bene piu' grande
7) Vincere la pigrizia e partire
8) Gli incontri che svegliano il nostro cuore distratto
9) Amicizia, antidoto al vuoto d’affetto e d’ascolto
10) Decidere di dare la vita
 
 
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  Gioie negate per un bene piu' grande

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- Gioie negate per un bene più grande-


 

Quando insegnavo religione a scuola, in questo periodo, in ogni classe, chiedevo quale fosse il significato della festa dell’Immacolata; le risposte erano varie, i silenzi numerosi; alcuni ragazzi collegavano la festa al fatto che la Madonna è “la sempre vergine”, anche durante il parto di Gesù; dopo alcuni anni qualcuno finalmente rispondeva che festeggiare l’Immacolata Concezione di Maria, significa anche ricordare il giorno in cui San Gioacchino e Sant’Anna, i genitori di Maria e nonni di Gesù, hanno concepito la Madonna, da subito preservata dal peccato originale perché “piena di grazia”; qualcuno riusciva anche a dire che fra nove mesi, la durata tipica di ogni gravidanza, festeggeremo la nascita di Maria, l’8 settembre. Il parto verginale di Gesù, simbolicamente festeggiato il 25 dicembre è invece legato all’Annunciazione di Gesù, avvenuta nove mesi prima, la durata di una gravidanza, il 25 marzo, cioè il giorno in cui l’angelo Gabriele ha detto a Maria che sarebbe diventata, per opera dello Spirito Santo e non di Giuseppe, la mamma di Gesù. L’ora di religione è uno straordinario veicolo di cultura, un tuffo nelle tradizioni italiane; come è possibile capire qualcosa di Michelangelo, Dante, Tommaso D’Aquino o Manzoni senza conoscere la cultura cristiana; se fossi un papà di famiglia e fossi obbligato a trasferirmi, per motivi di lavoro, ad esempio, in India, parteciperei certamente con i miei figli alla vita della missione cattolica ma farei loro frequentare, a scuola, qualora ci fosse, l’ora di cultura e religione indù per capire meglio l’India e gli indiani. L’ora di religione non ha nulla a che vedere con la Fede; dico la verità, per Natale, mi piacerebbe chiedere a Babbo Natale, anzi a Santa Klaus, San Nicolò o Nicola vescovo, due regali: che l’ora di religione fosse fatta bene davvero, con l’impegno dei ragazzi e degli insegnanti, e che tornasse a essere obbligatoria per tutti.

Ritornando alla festa dell’Immacolata, posso dire che molti giovani si affidano a Maria; Giovanni Paolo II ha contagiato intere generazioni di ragazzi. Io stesso avevo 23 anni quando decisi, dopo molti “tira e molla”, di entrare in Seminario; in quei giorni sentii la necessità di affidare i miei timori a Maria; andai per tre giornate al Santuario della Madonna della Guardia; stavo in chiesa dal mattino alle 7 fino alle 19, con una breve interruzione per il pranzo; il Rettore del santuario e le suore mi guardavano con affetto e preoccupazione. Scesi dal monte solo dopo aver sentito la certezza della vicinanza di Maria. In questo periodo sto pregando la Madonna in particolare per Marina e Sergio (nomi di fantasia); Marina desidera scoprire la propria vocazione, vorrebbe creare una famiglia; Sergio è un giovane che avevo conosciuto circa 6-7 anni fa quando aveva 17 anni. Suonava il basso in un gruppo heavy metal; con alcuni suoi amici si erano messi a suonare rock satanico e, per scherzo, provavano a recitare preghiere al contrario e a fare sedute spiritiche; continuando su questa strada si è ritrovato con gravi problemi psichiatrici; mi ha chiesto aiuto; l’ho indirizzato ad un mio confratello; in questi giorni riceverà la Cresima.

San Bernardo dice che nessuno ha mai invocato la Madonna senza ricevere risposta; talvolta le risposte non arrivano perché chiediamo cose sbagliate oppure perché i tempi non sono ancora maturi; a volte chiediamo a Maria delle grazie ma il Signore ha pensato per noi qualcosa di ancora più bello. Ricordo che a scuola, in seconda liceo, la mia insegnante di lettere si è soffermata, spiegando il capitolo VIII dei Promessi Sposi, sulla frase conclusiva dell’ ”Addio monti” ; Lucia, parlando di Dio dice che “non turba mai la gioia de' suoi figli se non per prepararne loro una più certa e più grande”; ogni tanto mi ripeto mentalmente questa espressione e sento gli occhi umidi.


Don Nicolò Anselmi

 
    

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