|
- Decidere di dare la vita -
Circa tre anni fa una mia carissima
alunna con la quale ho diviso tante avventure indimenticabili fra cui la GMG
di Colonia, ha vissuto un'esperienza gigantesca nel suo significato; uso
questo aggettivo "gigantesco" perché è stata una cosa enorme per me e quindi
posso immaginare quanto lo sia stata per lei; quando le ho chiesto di poter
raccontare questo fatto mi disse che era felice.
Il fatto di cui sto parlando è la morte del papà di questa mia alunna; la
ragazza stava per cadere da un muro; il padre, nel disperato tentativo di
salvarla, è caduto insieme a lei ed è morto; il suo corpo si è comportato
come una sorta di cuscino sul quale si è adagiato il corpo della figlia che
si è salvata; fortuitamente o consapevolmente, non lo sapremo mai, le ha
donato la propria vita.
Un missionario mio amico, un giorno mi raccontò un fatto che gli era
successo e che lui narrò ad un famoso scrittore; l’ho ritrovato descritto su
un suo libro; una poverissima donna indù che lui aiutava, un giorno fu
ricoverata all'ospedale di Dakka, in Bangladesh; era sola ed aveva due
figli. La donna, malgrado i medici avessero individuato con precisione la
malattia, non guariva; dimagriva giorno dopo giorno. Dopo alcuni giorni la
donna morì; dopo la sua morte scoprirono che, preoccupata per i suoi
bambini, non mangiava e dirottava il cibo dell'ospedale verso i suoi
piccoli; ha dato la vita per i suoi figli.
Ho raccontato di un papà e di una mamma perché sono certo che molti, forse
tutti, i genitori darebbero la vita per i propri figli.
Talvolta mi chiedo se qualcuno sarebbe disposto a dare la vita per me e
soprattutto se io sarei disposto a dare la vita per un'altra persona; credo
e spero di sì.
Tutti, probabilmente, conosciamo persone che donano la vita quotidianamente;
ho in mente una mia professoressa delle medie, entusiasta: ha donato la vita
per i suoi alunni; non era sposata; è morta anziana, felice.
Donare la vita per amore la strada per la felicità. Tutti sappiamo che c'è
più gioia nel dare che nel ricevere; lo abbiamo sperimentato.
Non c'è amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici.
Quando un ragazzo o una ragazza mi chiedono un suggerimento per scoprire se
il proprio fidanzato o fidanzata lo ama davvero, in genere rispondo che uno
degli indicatori è, secondo me, la disponibilità a soffrire, a dare la vita.
Giorno dopo giorno capisco che pensare solo a se stessi alla lunga genera
noia.
Tutti abbiamo qualcosa da donare agli altri.
Questo è un grande insegnamento per i giovani, è una grande pista educativa
per tutti, è la strada per la felicità.
Gesù di Nazareth ha dato la vita come la mamma indù, come il papà della mia
alunna, come la mia professoressa, come tanti altri; non ha avuto paura di
difendere un’adultera, di elogiare uno straniero samaritano, di frequentare
i lebbrosi, di entrare in contrasto con i potenti, i dottori della legge,
gli scribi, i sacerdoti che tradivano la loro missione. Gesù è un vero uomo
vero, maturo, un vero adulto, un modello, un esempio per i nostri giovani e
per noi.
Per me e per alcune centinaia di milioni di persone, non per tutti,
quell’uomo inchiodato alla croce è un vero uomo ma anche il vero Dio…ma non
è di questo che volevo parlare; volevo solo ricordare un uomo vero, maturo,
adulto, storicamente vissuto 2000 anni fa, Gesù figlio di Maria e di
Giuseppe. Guardarlo può far bene a chiunque, uomo o donna, ateo o credente,
cristiano o indù.
Don Nicolò Anselmi
|