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La traccia per gruppi giovani e giovanissimi 2008-2009

 
 
L'editoriale di don Nicolò
  1) La vita di coppia, gioia da condividera con gli altri
2) I buoni esempi trascinano
3) Quei regali inattesi di chi sa “vedere” gli altri
4) Quei regali inattesi di chi sa “vedere” gli altri
5) Quante scoperte ascoltando la normalità giovanile
6) Gioie negate per un bene piu' grande
7) Vincere la pigrizia e partire
8) Gli incontri che svegliano il nostro cuore distratto
9) Amicizia, antidoto al vuoto d’affetto e d’ascolto
10) Decidere di dare la vita
 
 
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  Decidere di dare la vita

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- Decidere di dare la vita -

Circa tre anni fa una mia carissima alunna con la quale ho diviso tante avventure indimenticabili fra cui la GMG di Colonia, ha vissuto un'esperienza gigantesca nel suo significato; uso questo aggettivo "gigantesco" perché è stata una cosa enorme per me e quindi posso immaginare quanto lo sia stata per lei; quando le ho chiesto di poter raccontare questo fatto mi disse che era felice.
Il fatto di cui sto parlando è la morte del papà di questa mia alunna; la ragazza stava per cadere da un muro; il padre, nel disperato tentativo di salvarla, è caduto insieme a lei ed è morto; il suo corpo si è comportato come una sorta di cuscino sul quale si è adagiato il corpo della figlia che si è salvata; fortuitamente o consapevolmente, non lo sapremo mai, le ha donato la propria vita.
Un missionario mio amico, un giorno mi raccontò un fatto che gli era successo e che lui narrò ad un famoso scrittore; l’ho ritrovato descritto su un suo libro; una poverissima donna indù che lui aiutava, un giorno fu ricoverata all'ospedale di Dakka, in Bangladesh; era sola ed aveva due figli. La donna, malgrado i medici avessero individuato con precisione la malattia, non guariva; dimagriva giorno dopo giorno. Dopo alcuni giorni la donna morì; dopo la sua morte scoprirono che, preoccupata per i suoi bambini, non mangiava e dirottava il cibo dell'ospedale verso i suoi piccoli; ha dato la vita per i suoi figli.
Ho raccontato di un papà e di una mamma perché sono certo che molti, forse tutti, i genitori darebbero la vita per i propri figli.
Talvolta mi chiedo se qualcuno sarebbe disposto a dare la vita per me e soprattutto se io sarei disposto a dare la vita per un'altra persona; credo e spero di sì.
Tutti, probabilmente, conosciamo persone che donano la vita quotidianamente; ho in mente una mia professoressa delle medie, entusiasta: ha donato la vita per i suoi alunni; non era sposata; è morta anziana, felice.
Donare la vita per amore la strada per la felicità. Tutti sappiamo che c'è più gioia nel dare che nel ricevere; lo abbiamo sperimentato.
Non c'è amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici.
Quando un ragazzo o una ragazza mi chiedono un suggerimento per scoprire se il proprio fidanzato o fidanzata lo ama davvero, in genere rispondo che uno degli indicatori è, secondo me, la disponibilità a soffrire, a dare la vita.
Giorno dopo giorno capisco che pensare solo a se stessi alla lunga genera noia.
Tutti abbiamo qualcosa da donare agli altri.
Questo è un grande insegnamento per i giovani, è una grande pista educativa per tutti, è la strada per la felicità.
Gesù di Nazareth ha dato la vita come la mamma indù, come il papà della mia alunna, come la mia professoressa, come tanti altri; non ha avuto paura di difendere un’adultera, di elogiare uno straniero samaritano, di frequentare i lebbrosi, di entrare in contrasto con i potenti, i dottori della legge, gli scribi, i sacerdoti che tradivano la loro missione. Gesù è un vero uomo vero, maturo, un vero adulto, un modello, un esempio per i nostri giovani e per noi.
Per me e per alcune centinaia di milioni di persone, non per tutti, quell’uomo inchiodato alla croce è un vero uomo ma anche il vero Dio…ma non è di questo che volevo parlare; volevo solo ricordare un uomo vero, maturo, adulto, storicamente vissuto 2000 anni fa, Gesù figlio di Maria e di Giuseppe. Guardarlo può far bene a chiunque, uomo o donna, ateo o credente, cristiano o indù.
 


Don Nicolò Anselmi

 
    

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