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Quando gli adulti e gli anziani
parlano di adolescenti e di giovani è facile sentirli usare espressioni del tipo
“beata gioventù, con tutta la vita davanti”, “sembra ieri che avevo la loro
età, e invece, la vita è volata via in un soffio!”…
Già, strana cosa il tempo, dimensione mutevole e misteriosa, che sfugge al
controllo degli orologi, che lascia tracce dentro di noi e sul nostro corpo con
il suo scorrere, che non passa più, o che vola, a seconda di ciò che stiamo
vivendo!
Strana cosa il tempo: prezioso, fuggevole, pieno di appuntamenti e scadenze.
Dono inestimabile da fare e da ricevere o tiranno che controlla le nostre
giornate? Luogo della crescita verso la serenità e la saggezza, o arena in cui
combattere, sfinirsi, svuotarsi di ogni forza? Ciclo lento, circolare, ritmato
dallo scorrere delle stagioni della natura, o folle corsa su un rettilineo di
cui temiamo la fine?
Con gli adolescenti e i giovani del nostro territorio in questo anno giubilare
per la nostra diocesi stiamo riflettendo sul senso del tempo, sulle sue
dimensioni profonde, sul suo dipanarsi nelle nostre vite. Ecco perché la veglia
per la vita sarà un momento così importante: vorremmo fermarci ed accogliere
insieme questo dono, regalarci il tempo per accorgerci di come esso sia
prezioso, per ringraziare del dono della vita e pregare che diventi sempre più
il luogo in cui sperimentare la vicinanza e l’amore di Dio.
Sì, perché non è automatico che, solo per il fatto di essere giovani, si sia
felici. Non sempre giovinezza fa rima con entusiasmo. Molti ragazzi e giovani
hanno il cuore pieno di timore per il futuro, sono inquieti per l’oppressione
generata dagli adulti con le loro paure, sono disorientati di fronte ai grandi
che si ripiegano su se stessi e non li aiutano più a sognare. Per tutti loro è
questa veglia, e per tutte le persone che vorranno unirsi a noi; per tutti
quelli che sentono che siamo fatti per qualcosa di grande, che passiamo su
questa terra con la missione di renderla più bella con la nostra vita, che siamo
preziosi, importanti o vorremmo esserlo; per tutti quelli che amano la vita, per
quelli che in questo momento la subiscono e vorrebbero una buona notizia capace
di ribaltare tutte le previsioni.Sì, questa veglia è una buona occasione per
scoprire che siamo stati fatti come un prodigio, che in noi Dio ha lasciato
un’impronta incancellabile che ci rende creature meravigliose, capaci di vivere
e trasformarci; capaci, come un bruco, di diventare farfalle se qualcuno, con
uno sguardo d’amore, sostiene i nostri desideri più grandi.
È una semplice, intensa preghiera perché possiamo accorgerci che il nostro Dio
ha voluto diventare uno di noi, entrare nel tempo, mostrarci il suo volto e
prometterci di essere con noi tutti i giorni, fino alla fine dei tempi.
Siete tutti invitati, attesi,
benvenuti…
Eliana Brizio, don Marco Bruno e
il Centro Diocesano per la Pastorale Giovanile
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